La Via Francigena di Parma

La Via Francigena di Parma

La via Francigena nella provincia di Parma - itinerario culturale d'Europa

Delle grandi strade che solcarono l'Europa del Medioevo una delle più importanti fu la Via Francigena che univa Roma alla Francia e alla Gran Bretagna, di cui abbiamo un notevole resoconto nel diario di viaggio di Sigerico, arcivescovo nel 991. L'aggettivo Francigena indica che trae origine dalla Francia, non intesa nell'accezione moderna, ma in quella alto medievale. Paolo Diacono nell'"Historia Longobardorum" scrive che per andare da Pavia in Toscana si passava per l'Alpem, odierno Passo della Cisa, che essendo passaggio obbligato nelle comunicazioni era il più sicuro.

L'tinerario principale parmense è quello che, iniziando appena prima di Fidenza, giunge da Chiaravalle della Colomba e lasciando la Via Emilia giunge a Fornovo: da qui prende il nome di Via di Monte Bardone che, inoltrandosi negli Appennini, giunge al Passo della Cisa. Il percorso stradale, segnalato con appositi cartelli turistici, è anche un percorso trekking.

Da Fidenza a Fornovo

La porta della Via Francigena è costituita dalla cittadina di Fidenza, l'antica "Fidentia Julia" chiamata, in epoca medievale, Borgo San Donnino. Sostare a Fidenza impone la visita del Duomo considerato uno dei massimi esempi dell'architettura romanica padana, la cui facciata (fine XII sec.) fu realizzata su disegno dell'Antelami. Una statua regge un cartiglio che recita "L'apostolo Simone indica che questa è la Via per Roma". A 6 km da Fidenza il moderno pellegrino può visitare il Parco Regionale Fluviale dello Stirone, singolare esempio di museo dei fossili all'aperto.

Le successive tappe ci conducono a Coduro, S. Margherita e Borghetto dove numerose sono le testimonianze del passaggio degli antichi pellegrini: il tratto iniziale era così importante che tutta la zona era denominata "la Francesca". Borghetto era inoltre un'importante tappa, non solo dei romei che andavano a Roma, ma anche dei pellegrini che si recavano a Santiago di Compostela: da alcuni atti risulta che la via principale era detta "il Camino". Da qui si arriva a Fornovo, la "Philemangenur" di Sigerico, importantissimo nodo posto, ancor'oggi, tra gli Appennini e la Pianura.

Da Parma al Passo della Cisa

Da S. Pancrazio il cammino dei romei volgeva verso Vicofertile la cui Chiesa di S. Geminiano custodisce una notevole vasca battesimale scolpita con figure (fine XII/ XIII sec.). La Pieve romanica di S.Prospero a Collecchio testimonia l'importanza della località sulla Via Francigena. Molti sono i rifacimenti che nascondono l'originaria struttura ma degna di nota è la lastra scolpita in marmo bianco rappresentante il Battesimo di Cristo nel Giordano (XIII sec.) di probabile provenienza bizantina. Parallela all'asse principale, una via collegava Giarola e Oppiano, luoghi privilegiati per i guadi sul fiume Taro: oggi la Corte di Giarola ospita la sede del Parco Regionale Fluviale del Taro e, poco distante, è possibile visitare il Museo Ettore Guatelli, una tra le più complete raccolte di oggetti di cultura, materiale a documentazione di usi, mestieri e tecniche in disuso o perdute del mondo rurale e artigianale.  Da Collecchio il percorso portava a Talignano, alla Pieve romanica di S. Biagio che aveva annesso un ospizio. Di notevole interesse la lunetta del portale, raro esempio italiano di rappresentazione di una "psicostasi" ossia la pesatura delle anime dei defunti. Giunti a Fornovo i pellegrini potevano sostare presso la Pieve di S. Maria Assunta che possiede un ricco corredo scultoreo con precisi riferimenti al tema del pellegrinaggio e del viaggio, inteso in senso simbolico come redenzione ed espiazione del peccato.

Si prosegue lungo la valle dello Sporzana, mentre esisteva anche una variante che superava il monte Prinzera sul versante occidentale, dove si trova la "Riserva Naturale Orientata", che tutela specificatamente il complesso montuoso costituito da rocce ofiolitiche. Proseguendo lungo lo Sporzana si arriva alla splendida Pieve romanica di S. Maria Assunta di Bardone, una delle più antiche e vaste pievi matrice della Diocesi parmense risalente al XII sec., che oggi conserva parte delle sculture di Fornovo Taro.

Si raggiungono poi i nuclei di Casola Castello e La Villa, affacciati sulla valle del Baganza proprio contro la costa del Castello di Ravarano, antico fortilizio dei Pallavicino. Di particolare interesse è la zona ambientale detta dei "Salti del diavolo", disposta trasversalmente alla valle, con caratteristici affioramenti rocciosi dall'aspetto di guglie che diventano particolarmente suggestivi. Proseguendo per Berceto si incontra Castellonchio, borgo simile a Cassio come impianto: ovunque la figura del pellegrino, ritratto in pietra o legno, accompagna il cammino.

A Berceto, punto cruciale del percorso organizzato dai longobardi per collegare la Padania con la Tuscia, già nell'VIII sec., re Liutprando costruì una grande abbazia con annessa una chiesa dedicata a S. Abondio, nei pressi del quale si verificò il miracolo delle reliquie di S. Remigio di Reims, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l'evento miracoloso (719) il vescovo di Rennes, Moderanno, si stabilì a Berceto dove prese vita una nuova ed intensa devozione.

La Via Francigena prosegue per la Cisa: la chiesa del Passo, attuale santuario della Guardia, innalzato nel 1920, è anche un belvedere di grande interesse paesaggistico. Deviando da Berceto verso la val Manubiola si raggiunge Corchia, esempio notevole di borgo medievale di tipo montano con case di pietra ancora abitate, percorsi lastricati e sottopassi ad arco. Sempre nel parmense, una variante della Via Francigena, detta Via degli Abati, proveniva da Bobbio (Piacenza) per arrivare a Bardi e poi a Borgo Val di Taro.

 

Come arrivare

Casello autostradale A1 o A15 Parma. Casello autostradale A1 Fidenza, a 4 Km dal centro storico. Casello autostradale A15 Fornovo. Casello autostradale A15 Berceto.

 

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