Vie storiche del bolognese

Vie storiche del bolognese

La Via Cassìola

L'esistenza della Via Cassìola è già attestata in alcuni documenti medievali ed è tutt'oggi utilizzata sia come denominazione di alcune località, sia per identificare alcune stradelle campestri nella zona intorno la Via Emilia e la Via Bazzanese.

Le tappe più importanti prendono avvio da Bazzano, dove si possono visitare il Castello e la Chiesa di Santo Stefano del 871.

Monteveglio è un altro importante centro fortificato famoso per il Castello, che appartenne alla contessa Matilde di Canossa, e per la Pieve di S. Maria Assunta, che offriva ospitalità ai pellegrini.

Altra sosta è Castello di Serravalle, anch'esso centro abitato fortificato dai Bolognesi nel 1227 e conteso a lungo dai Modenesi, di cui sono attualmente visibili i resti. Altro riferimento di rilievo è  Santa Lucia di Roffeno, , importante Monastero benedettino, possedimento della ricca e potente Abbazia di San Silvestro a Nonantola.

Superato Castel d'Aiano, menzionato nel 969 con il nome di "Fontana Longobardorum", la strada ci conduce a Bombiana, che nel '300 era la sede di un ospedale per viandanti, e da qui a Gaggio Montano, località esistente già in età longobarda con il nome di "Gaium Regine", ossia il bosco riservato alla regina. Procedendo sul confine, si raggiunge Rocca Corneta, che dai monti della Riva domina la sottostante Val Dardagna presso i più alti valichi appenninici.

 

La Via maestra di Saragozza o Francesca della Sambuca

Questo itinerario ripropone il più importante percorso dell'Appennino bolognese occidentale che, sin dall'epoca etrusca e poi romana, seguiva il corso del fiume Reno, lasciando Bologna da Porta Saragozza. In età moderna la strada venne chiamata "maestra di Saragozza", mentre i Pistoiesi, già in età medievale, la chiamavano Francesca, per indicare la via per la Francia.

Partendo da Casalecchio si procede verso sud facendo tappa a Pontecchio, con la Pieve e l'Abbazia di S. Stefano e l'Ospedale, e a Sasso Marconi, dove una cappellina intitolata a Sant'Andrea venne ricavata dalla roccia nel 1283 per offrire riparo ai pellegrini. Importante sito archeologico per la necropoli ed i resti della città etrusca, Marzabotto è una significativa testimonianza dell'antica praticabilità di questo percorso, che univa Bologna a Pistoia.

Superata la Pieve di Sant'Apollinare di Calvenzano e il monte che nel Medioevo veniva chiamato Sasso Pertuso, si raggiunge Vergato, una tappa di un certo rilievo per gli antichi viaggiatori.

La strada in età medievale non toccava Porretta, a causa del difficile passaggio, bensì risaliva fino alla Pieve di S. Giovanni Battista di Sùccida, attuale Borgo Capanne, quindi varcava il Reno, per giungere all'Ospedale per pellegrini di Prato del Vescovo.

Per l'antico viaggiatore che intendeva percorrere la Val di Limentra orientale da Riola in su, vi erano due alternative sui rispettivi versanti della valle: oltrepassati i due ponti di Savignano,  si poteva procedere lungo l'itinerario orientale, oppure scegliere il tracciato occidentale della valle.

 

La Via dello Stale o Via degli Dei

La denominazione turistica di questo percorso rievoca la presenza di rilievi montuosi caratterizzati dal nome di divinità pagane, come monte Adone e monte Venere. La definizione di Via dello Stale, invece, si riferisce al passo omonimo nei pressi della Futa, che veniva utilizzato dai pellegrini e viaggiatori lungo questo tratto di strada.

Brento, prima tappa di questo percorso storico, era la sede strategica di un castello edificato dai Bizantini per frenare l'avanzata longobarda verso la fine del VI secolo e mantenne anche in epoca successiva questa funzione difensiva.
SI prosegue lungo il crinale raggiungendo l'importante centro feudale di Monzuno, i cui signori intrattennero rapporti con i conti Alberti, i conti di Panico ed, in seguito, con il comune di Bologna.

Nelle vicinanze di Monzuno, in località Ospitale, a partire dal XIII secolo, sorse un Ospedale vallombrosano per pellegrini, ancor oggi visibile nel rinnovato aspetto dovuto ai rifacimenti quattrocenteschi e settecenteschi.

Il percorso escursionistico effettua la prima sosta presso Madonna dei Fornelli e riprende con la visita ad una delle maggiori attrazioni di questa via: i reperti viari di Monte Bastione, costituiti da lastre di arenaria locale.

Al passo della Futa si conclude la seconda tappa della Via dello Stale ed il suo percorso nel tratto bolognese. Le soste successive varcano il confine con la Toscana per raggiungere Fiesole e Firenze.

 

La Via di Toscana

La cosiddetta Via di Toscana deve il proprio nome alla funzione di strada ufficiale per Firenze che le venne attribuita a partire dal '200. Talvolta era anche definita Via Romea, ad indicare il possibile collegamento con Roma.

La strada prende avvio da Bologna dal trivio di Porta Ravegnana e tocca l'antichissima Abbazia di S. Stefano, dotata, sin dall'XI secolo, di un Ospedale per ospitare i viaggiatori.
La Chiesa di San Ruffillo, tappa successiva, venne dotata, sin dal 1143, di un Ospedale per l'accoglienza dei pellegrini, mentre di origini ancora più antiche è il Monastero di S. Bartolomeo di Musiano, fondato infatti nel 981 dalla famiglia dei conti di Bologna. La chiesa è ancor oggi visitabile, sebbene restaurata in varie occasioni; del suo chiostro rimane solo il pozzo.

Ricca di emergenze artistico-religiose, la Via di Toscana prosegue incontrando in località Carteria di Sesto la Chiesetta di Santa Maria di Meleto di Sesto, già esistente nel 1116, che nella seconda metà del XIV secolo, funse da ricovero per i pellegrini. La chiesa, seppur restaurata, conserva ancora il suo originario aspetto romanico.

La tappa successiva ci conduce a Pianoro, dotato anch'esso, almeno dal 1094, di un Ospedale che accoglieva i viaggiatori di passaggio lungo il tratto montano.

Un altro importante riferimento per i pellegrini era la Pieve di San Pietro di Barbarolo, di cui abbiamo notizia già nel 1034.

La località di Loiano, il cui nome "fundus Lollianus" rievoca il fondo rustico di un proprietario romano, si trovava in epoca medievale territorialmente stretta fra i barbari di Barbarolo ed i Goti di "Mons Gothorum", attuale Monghidoro.
Qui sorgeva nel Medioevo la Pieve di S. Maria menzionata per la prima volta in un documento del 1232. Monghidoro è l'ultimo centro dove sostare prima di raggiungere il passo della Raticosa e da lì superare il confine con la Toscana.

 

La Via Montanara

La Via Montanara, che da Imola risale la Valle del Santerno, raggiunge Firenzuola, Scarperia e Firenze, era soprattutto un collegamento adibito ai traffici commerciali.

Da Imola l'antica via seguiva un duplice percorso fino a Tossignano, superando il fiume in corrispondenza di una frattura nella vena del gesso romagnola.

Nelle vicinanze, in località Serraglio, è stata ritrovata una lastra funeraria figurata dei Cesii, attualmente conservata nel Museo Civico Archeologico di Bologna.
Qui il viaggiatore medievale poteva venerare l'immagine della Madonna che proveniva dalla Pieve a Lei intitolata, attualmente scomparsa, opera tardo-trecentesca realizzata dalla scuola di Vitale da Bologna, e sostare nell'Ospizio di S. Maria.

Seguendo la sponda destra del Santerno si incontra Castel del Rio, località famosa per il Palazzo comitale e per il caratteristico ponte a schiena d'asino, costruiti entrambi dalla famiglia Alidosi tra la metà del '400 e la metà del '500.

Giunti nella conca di Firenzuola, che rientrava in quella regione storico-politica identificata come la Romagna toscana, si può visitare il paese e vedere il Palazzo Pretorio del 1371, ma riedificato dopo la distruzione bellica.

Per concludere il percorso arrivando a Firenze, si consiglia la suggestiva e poco frequentata strada del Giogo di Scarperia.

 

Come arrivare

Casello autostradale A1 Casalecchio di Reno (per chi proviene da sud), A1 Borgo Panigale (per chi proviene da nord) oppure A13 Bologna- Arcoveggio, A14 Bologna-San Lazzaro.

 

Emilia Romagna Network Apt ServiziAppennino e VerdeEmilia Romagna TermeCittà d'Arte Emilia RomagnaCosta AdriaticaStrade dei vini e dei saporiEmilia Romagna TurismoMotor ValleyVisit Emilia Romagna