Delta del Po

Delta del Po

Parco Regionale Delta del Po: i colori della Natura alle foci del Po

Il Parco Regionale Delta del Po è il più esteso fra quelli regionali ed ha una superficie di circa 60.000 ettari, suddivisa in sei stazioni che comprendono il settore meridionale dell'ampio Delta del Po, un territorio che, oltre a presentare un ricchissimo popolamento faunistico - habitat ideale soprattutto per gli uccelli - offre un patrimonio culturale tra i più interessanti dell'Emilia Romagna. Di grande valore sono infatti alcune emergenze storico-artistiche come Pomposa, Comacchio, Sant'Apollinare in Classe. Dell'apparato deltizio che si distende verso l'Adriatico, appartiene al parco solo il settore più meridionale, con le Bocche del Po di Goro e di Volano. A sud di Goro, l'area è interessata dalle foci di alcuni corsi d'acqua appenninici: il Reno, il Senio, il Lamone, i Fiumi Uniti (Ronco e Montone), il Bevano e il Savio e da vaste estensioni di zone umide e salmastre. All'interno del parco si trovano inoltre altri ambienti particolarmente significativi, come il Bosco della Mesola e le Pinete di Ravenna e di Cervia.

FLORA

La varietà vegetale del Delta, nonostante il pesante intervento umano, conserva aspetti di rilevante interesse. Lungo i tratti di spiaggia sono ancora visibili tipici esempi di vegetazione delle sabbie. In prossimità della linea di costa risaltano la ruchetta di mare e la nappola italiana, in seconda fila cresce la gramigna delle spiagge e lo sparto pungente; un'altra pianta caratteristica delle dune è l'eringio marittimo.

Nelle Valli di Comacchio e nella Valle Bertuzzi, dove dalla primavera all'autunno sostano numerosissimi fenicotteri, emerge una vegetazione del tutto particolare, dovuta all'elevata salinità del suolo. Rappresentanti più tipiche del fenomeno sono senza dubbio le salicornie, mentre distanziandosi da questo genere di terreno si incontrano le comuni bordure a canna di palude, i ciuffi di giunco marittimo e il limonio, che risalta per le sue appariscenti infiorescenze. Il Bosco della Mesola, situato nell'area più a nord del parco, è una delle più importanti testimonianze delle aree boscate naturali della Pianura Padana, dove crescono esemplari arborei di imponenti dimensioni. La specie più diffusa all'interno del bosco è il leccio, mentre nelle depressioni interdunali si incontrano il frassino meridionale, il pioppo bianco e l'olmo comune. Nella parte boschiva occidentale crescono la farnia e il carpino bianco.

L'Oasi di Punte Alberete, in prossimità di Ravenna, è l'ultima foresta allagata della regione e, nell'ambito delle formazioni boschive del Delta, presenta aspetti di grande interesse naturalistico. Nei pressi degli stagni e delle fosse d'acqua dolce si trovano la ninfea bianca, il morso di rana e le piante galleggianti, mentre sulle creste dunali - definite "staggi" - crescono le specie arboree tipiche degli ambienti umidi. Nelle Valli di Argenta inoltre si trova il Traversante, un esempio di bosco a sommersione saltuaria.

Il paesaggio litorale è in gran parte costituito dalle Pinete, quelle storiche di Ravenna, San Vitale, Classe e Cervia, formate in prevalenza dal pino domestico, il leccio, la farnia, il pioppo bianco, e tra le infiorescenze, le orchidee; le pinete litoranee caratterizzate dalla presenza del pino marittimo, ed infine la Pineta di Volano, una riserva naturale situata allo sbocco dell’omonimo ramo del fiume Po. Le zone umide d'acqua dolce (Valli di Argenta e il complesso di Punte Alberete -Valle Mandriole) costituiscono un importante habitat per la vegetazione propria di questo tipo di terreno.

Tra gli alberi risaltano i salici e i pioppi, fra gli arbusti la biangola, e nei prati a volte inondati risaltano i ciuffi di carice spondicola, la campanella maggiore e il giunco fiorito. L'ambiente ospita inoltre alcune rare specie di orchidee. Ad una modesta profondità cresce la comune canna di palude, mentre le autentiche specie acquatiche (ninfea bianca, nannufaro e genziana d’acqua) si trovano al centro delle valli dove l'acqua raggiunge una profondità tra i 50 cm e i 2 metri.

FAUNA

Nonostante il depauperamento del patrimonio faunistico subito dalla zona del Delta nel corso dei secoli, si assiste negli ultimi decenni ad un'inversione di tendenza, che ha riportato nell'area protetta specie nidificanti come la spatola, il gabbiano corallino, il gabbiano roseo, il beccapesci, la sterna di Ruppel e predatori terrestri come il tasso, la volpe, la donnola e la faina, che hanno rapidamente ripreso possesso della pianura. Gli uccelli, presenti con oltre 250 specie, rappresentano la più numerosa presenza faunistica sul territorio, dove sulle spiagge meno frequentate nidificano la beccaccia di mare, il fratino e il fraticello, mentre all'interno delle lagune e delle valli arginate depositano le loro uova i gabbiani, le sterne, la pettegola, il cavaliere d'Italia e l'avocetta. I canneti offrono ospitalità all'airone rosso, alla sterna comune, al falco di palude, al tarabuso, all'usignolo di fiume ed altre specie. Numerosi anche i rapaci, come il lodolaio, l'allocco, l'assiolo, e specie rare come: il mignattaio e gli aironi. Tra i mammiferi, daini e cervi, costituiscono la componente faunistica più importante del Bosco della Mesola. Gli altri animali tipici delle zone umide sono il topolino delle risaie, l'arvicola d'acqua e il toporagno d'acqua, sono stati recentemente introdotti il coniglio e la nutria. Nelle zone umide del Delta vivono tutte le specie di anfibi della regione, ad eccezione di quelle più propriamente legate agli ambienti di collina e di montagna, mentre nelle aree umide costiere che comunicano con le acque del mare transitano gli storioni. L'anguilla vive per lo più nelle acque interne; nei canali, nei fiumi e nelle paludi si trovano le specie più caratteristiche di questi habitat acquatici: la carpa, la tinca, il luccio, il persico sole e il pesce gatto.

MUSEO ALL'ARIA APERTA

I numerosi punti di interesse del Delta del Po consentono al visitatore di approfondire gli aspetti paesaggistici e/o culturali della zona. Le dimore e i borghi più interessanti, segnalate da nord a sud, oltre a quelle già menzionate sono: l'imponente Castello di Mesola che ospita il nuovo centro di Educazione Ambientale del parco, situato a ridosso dell'argine destro del Po di Goro; la Torre Abate un dispositivo idraulico del XVII secolo; l'Abbazia di Pomposa, il complesso monastico e il Palazzo della Ragione; Goro e Gorino, luoghi di partenza per le escursioni in battello; la cittadina di Codigoro, dominio prediletto degli abati di Pomposa; la Valle Canneviè-Porticino, importante sito per aironi, cormorani e anatre; la Valle Bertuzzi; la città di Comacchio con alcuni pregevoli edifici (la Loggia dei Mercanti, la Chiesa del Carmine e il Loggiato dei Cappuccini) e il Trepponti, singolare architettura sull’acqua a cinque scalinate, costruito nel 1634 a difesa della città; Stazione Foce dove ha inizio il percorso storico-naturalistico nelle Valli di Comacchio; i resti dell'antico insediamento di Spina; l'Oasi Fossa di Porto; l'Argine Agosta e l'Oasi di Protezione Zavelea; le Vallette di Ostellato, con un'Oasi di Protezione Faunistica che si estende per circa 200 ettari fra canali navigabili; il Casino di Campotto ad Argenta, sede del Centro di Documentazione Storico-Naturalistica; le Valli Campotto, Bassarone e Vallesanta. E ancora: la Valle Ancona e il lago di Spina; le Vene di Bellocchio; il Palazzone di Sant'Alberto con il Centro Visita dell'avifauna del Parco del Delta; la Riserva Naturale di Alfonsine con il Museo "Vincenzo Monti"; la laguna Pialassa della Baiona; la Basilica di Sant'Apollinare in Classe edificata nel VI secolo; le Oasi Naturalistiche Ortazzo e Ortazzino; la Foce Bevano, i Magazzini del Sale e le saline di Cervia dove è possibile osservare garzette, limicoli e anatidi.

CENTRI VISITA

Saline di Cervia Via Bova, 61 - 48015 Cervia (RA)
Tel. +39 0544 973040 - Fax +39 0544 974548
E-mail: salinadicervia@atlantide.net
Web: www.atlantide.net/salinadicervia

Ecomuseo delle Valli di Argenta, Via Cardinala, 1/c - 44010 Campotto si Argenta (FE)
Tel. +39 0532 808058 - Fax +39 0532 808001
E-mail: museiargenta@comune.argenta.fe.it
Web: www.portaleargenta.it

Manifattura dei Marinati di Comacchio, Via Mazzini, 200 - 44022 Comacchio (FE)
Tel. +39 0533 81742 - Fax +39 0533 81742
E-mail: manifatturadeimarinati@parcodeltapo.it

Museo del Cervo di Mesola

Castello Estense - Piazza Umberto I - 44026 Mesola (FE) Mappa
Tel. +39 339 1935943
E-mail: prolocomesola@libero.it

Museo del Territorio di Ostellato
Strada del Mezzano, 10 - 44020 Ostellato (FE) Mappa
Tel. +39 0533 681368 - Fax +39 0533 683082
E-mail: info@verdedelta.com
Web: www.verdedelta.com

Museo NaTuRa di Sant'Alberto
Museo Ravennate di Scienze Naturali e Centro Visite del Parco Delta del Po Stazione Pineta S. Vitale e Pialasse di Ravenna
Via Rivaletto, 25 - 48020 Sant'Alberto (RA) Mappa
Tel. +39 0544 528710-529260 - Fax +39 0544 528710
E-mail: infonatura@comune.ra.it
Web: www.atlantide.net/pal-santalberto

Consigliamo infine alcune brevi escursioni che consentiranno di approfondire la conoscenza della zona:

Dal lago delle Nazioni a Valle Canneviè: itinerario ciclabile, 1 ora.

Tra il Reno e le Valli di Comacchio: itinerario ciclabile, 2 ore e 50 minuti.

La Pineta di San Vitale e l'Oasi di Punte Alberete: 3 ore.

Dal Lido di Classe a Foce Bevano: 2 ore e 50 minuti.

Valle Santa: 2 ore e 50 minuti.

Le saline di Cervia: 1 ora.

CONTATTI:

Parco del Delta del Po Emilia Romagna Via Cavour, 11 - Comacchio (FE) Tel. +39 0533 314003-Fax:+39 0533 318007 E-mail: parcodeltapo@parcodeltapo.it Delta 2000 Via Mezzano, 10 Ostellato (FE) Tel. +39 0533 681180-Fax: +39 0533 680515

IAT di Ferrara Castello Estense Tel. +39 0532 209370-299303

IAT di Ravenna Via Salara, 8/12 Tel. +39 0544 35404-35755

IAT di Comacchio Piazza Folegatti, 28 Comacchio (FE) Tel. +39 0533 310161

LINK:

www.parcodeltapo.it
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Come arrivare

Le sei stazioni in cui è suddiviso il parco sono facilmente raggiungibili percorrendo la Superstrada dei Lidi Ferraresi, oppure la A14 uscita Ravenna, la SS306 Romea (Venezia-Ravenna), la SS16 Adriatica (Ferrara-Rimini), la E 45 (Roma-Ravenna).

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