Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello

Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello

Il primo parco interregionale d'Italia: Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello

Il Parco Interregionale Sasso Simone e Simoncello, in prevalenza marchigiano, ricade per circa un terzo nel comune di Pennabilli, nella Val Marecchia, che nel 2009 si è staccato dalle Marche insieme ad altri sei comuni aggregandosi all'Emilia-Romagna. L'area protetta, istituita nel 1994 ha una superficie di 5000 ettari circa, si sviluppa nel cuore del Montefeltro e interessa i comuni di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pian di Meleto, Pennabilli e Pietrarubbia. L'elemento morfologico più caratteristico è il netto contrasto tra gli affioramenti calcarei, che formano i principali rilievi, e quelli in prevalenza argillosi del dolce paesaggio collinare. Percorrendo i sentieri del parco risalta l'estrema diversificazione della vegetazione, ma l'area protetta custodisce anche un ricco patrimonio storico che comprende la città-fortezza del Sasso, edificata da Cosimo I de' Medici a partire dal 1560. Il paesaggio, collinare-montuoso, è interessato dai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo con quote comprese tra i 670 m s.l.m. e i 1415 m s.l.m. del monte Carpegna, vetta del parco e spartiacque tra la Valle del Foglia e la Val Marecchia.

Flora

La vegetazione a quote inferiori di 800 metri è caratterizzata da boschi ad elevata mescolanza di specie arboree. La roverella, il cerro, il carpino nero, l'orniello, l'acero campestre e l'acero napoletano sono gli alberi più comuni e tra gli arbusti la sanguinella, il corniolo e il nocciolo.
Il cerro, domina insieme al carpino bianco per oltre 800 ettari, fino ai Sassi Simone e Simoncello. Nel sottobosco crescono numerose specie erbacee tipicamente forestali come il baccaro comune e l'elegante giglio martagone, mentre sui margini della foresta prospera il fiordaliso montano, specie altrove. Sui versanti assolati del Monte Canale, di Monte Cassinelle e del Monte Carpegna, utilizzati soprattutto per il pascolo, il paesaggio vegetale è punteggiato da arbusti quali il ginepro comune e la rosa canina, inconfondibile per le sue bacche rosse che permangono fino al tardo inverno in attesa degli uccelli disseminatori. Nei boschi posti alle quote superiori ai 1000 m, dove il clima è più fresco, compare predominante il faggio, mentre dal denso tappeto di foglie spuntano le felci.
Sul versante orientale del Monte Carpegna è stato realizzato nella prima metà del XX secolo, un rimboschimento col pino nero. I pascoli del Monte Carpegna, posti a quote intorno ai 1200 - 1400 m derivarono da antichi tagli del bosco di faggi e probabilmente di abeti; all'inizio della primavera il verde di questi prati si tinge del colore del croco, a cui seguono variopinte orchidee e da ultimo il colchico, alla fine dell'estate.

Fauna

Il Parco è dimora di numerose specie di animali selvatici: se la Volpe è il carnivoro più comune, non mancano il Tasso, la piccola e agile Donnola, la Faina e la Puzzola. Il più piccolo e il più diffuso tra gli ungulati è il Capriolo la sera all'imbrunire o nel primo mattino è facile vederlo uscire dal folto della boscaglia per nutrirsi nelle radure e negli incolti. Il Cinghiale si trova, grazie ad immissioni di esemplari provenienti dall’Europa centrale, avvenute decenni fa. Tra i mammiferi più piccoli, sono frequenti lo Scoiattolo e il Topo selvatico. Anche l'Istrice, il più grande roditore della fauna italiana, abita il Parco così come la Lepre, presente soprattutto nelle zone ecotonali. Tra gli anfibi, possiamo annoverare il Tritone crestato e quello punteggiato, la Rana rossa e la Rana verde, la Raganella e il Rospo comune. La Vipera comune è l'unica specie di serpente velenoso, altri rettili presenti sono: il Biacco, il Saettone, la Biscia dal Collare, la Lucertola muraiola e campestre, il Ramarro, la Luscengola e l'Orbettino.

Immancabile, in tutto il territorio appenninico, è il Lupo, simbolo di conservazione, perché ha saputo colonizzare nuove aree, adattandovisi. Un insieme di concause ha contribuito a favorire il progressivo reinsediamento del lupo: dagli effetti della legge di protezione dell'animale, al graduale abbandono delle campagne da parte dell'uomo.

Varie sono le specie di Rapaci che si possono osservare, in periodi e ambienti differenti: lo Sparviere, piccolo rapace dal comportamento elusivo; l'Astore, più grande, anch'esso legato ad ambienti forestali, ma più raro. Più facili da avvistare sono il Gheppio e la Poiana. Se si è fortunati e attenti, è possibile avvistare: l'Aquila reale, il Falco pellegrino e il Lanario. Con l'arrivo della bella stagione si osservano i migratori: il Biancone, grande rapace dal piumaggio candido, mentre sorvola il territorio di caccia alla ricerca di serpenti; il Lodolaio, piccolo falchetto leggero e veloce che con rapide virate cattura le sue prede in volo, il Falco pecchiaiolo e l'Albanella minore in perlustrazione. Al calare della sera il Parco si popola di altri cacciatori, i rapaci notturni come il Barbagianni e la Civetta, che legati a ruderi e case disabitate, frequentano generalmente anche i centri abitati. Meno evidente, è il Gufo comune, osservabile di notte mentre caccia in ambienti aperti o di giorno mentre riposa su alberi o filari. Infine, stando fermi in un punto del bosco ed imitandone il verso, è facile udire ed avvistare l'Allocco, che credendovi un suo conspecifico, risponde deciso, informandovi che quel territorio è suo.

Punti d'Interesse

- Parco Faunistico

Il Parco Faunistico si trova in località Pian dei Prati, è compreso in un'area di 5,5 ettari e presenta prati, zone con cespugli di biancospino, ginestre e prugnoli, siepi e piccoli boschetti, a lato del torrente Seminico. Il percorso del Parco Faunistico comprende tre tappe fondamentali:

1 - la conoscenza degli animali domestici da bassa corte come capre, pecore, muli, animali dai quali un tempo, le famiglie contadine della zona, ricavavano latte, carne e forza lavoro, risorse fondamentali al sostentamento quotidiano.

2 –l’osservazione ravvicinata di animali selvatici tenuti in libertà per tutto il Parco Faunistico: i caprioli hanno di che nutrirsi nelle radure e nel sottobosco mentre rane, rospi, tritoni trovano il loro ambiente naturale negli stagni disposti lungo il sentiero.

3 -Il percorso si conclude con l'arrivo ad un punto di osservazione esterno al Parco Faunistico da dove, con un po' di fortuna e osservando un comportamento del tutto rispettoso della quiete del luogo, è possibile osservare i cinghiali alla ricerca nel terreno di bulbi, tuberi e ghiande o impegnati in un salutare bagno di fango per la pulizia corporale.

All'interno del Parco Faunistico sono stati sistemati anche alcuni punti di osservazione, con panchine e cestini per la raccolta di rifiuti e numerose cassette nido per i passeriformi che nei cespugli dell'area trovano grande varietà bacche.

- Giardino Botanico

Il giardino botanico di San Silvestro è situato a Ponte Cappuccini. Si tratta di una piccola superficie che ospita un patrimonio vegetale autoctono composto da piante arboree ed arbustive oltre che da diverse essenze erbacee. L'Ente Parco aggiunto altre specie vegetali tipiche dell'ambiente; inoltre sono stati posizionati una serie di pannelli didattici, in grado di fornire immediatamente alcune notizie sulle principali piante presenti in modo da stimolarne la ricerca all'interno del giardino, ed i cartellini utili al riconoscimento delle varie specie. Nel giardino botanico troviamo piante arbustive come il corniolo, il biancospino, il ginepro comune e quello rosso, la rosa selvatica, il prugnolo, il sambuco, lo scotano e lo spino cervino. Tra le specie arboree troviamo: il nocciolo, il cerro, la roverella, l'orniello, il frassino, l'olmo comune, l'acero riccio, l'acero campestre e quello montano, il pero selvatico, il nespolo, il carpino nero, il maggiociondolo, il ciavardello, il sorbo montano e quello degli uccellatori, il tasso e l'agrifoglio oltre a numerose altre specie. Essendo un ambiente ideale per la nidificazione, vi sono numerose cassette nido per uccelli. L'ingresso al giardino botanico di Pietrarubbia è gratuito; è visitabile tutti i giorni e per informazioni e per visite guidate ci si può rivolgere al vicino centro visite (Tel. +39 0722 75350).

Centri Visita

Centro Educazione Ambientale
Alle pendici del Monte Carpegna - 61014 Montecopiolo (PU)
La sede del Centro di Educazione Ambientale del Montefeltro si trova a Calvillano, nel Comune di Montecopiolo, alle pendici del Monte Carpegna; comprende una foresteria di 26 posti letto, completa di uso cucina, ed alcuni laboratori didattici utili al svolgere sperimentazioni scientifiche e ricerche naturalistiche.

Centro Visita e Museo Naturalistico di Pennabilli
Via dei Tigli, 5/a - 61016 Pennabilli (RN)
Tel. 0541/928047 - Fax 0541/928047
E-mail: cv.museonat@libero.it

Centro Visite di Pontecappuccini
Via Montefeltresca - Pontecappuccini - 61023 Pietrarubbia (PU)
Tel. 0722/75350 - Fax 0722/75350
E-mail: centrovisite@libero.it

Contatti

Sede: Via Rio Maggio - 61021 Carpegna (PU)
Tel: +39 0722 770073
Fax: +39 0722 770064
Email: info@parcosimone.it
Sito ufficiale: www.parcosimone.it
Presidente: Carlo Zaia

Link

Parks
www.parcosimone.it

Come arrivare

Da Sud: A14 uscita casello autostradale di Pesaro - S. S. 423 - Montecchio - S. P. Fogliense - Pietrarubbia - Carpegna
Da Nord: A14 uscita casello autostradale di Rimini Nord - S. S. 9 fino a Santarcangelo di R.- Ponte Verucchio - S. S. 258 Marecchiese - Ponte Messa - Pennabilli
Da Nord-Est: A14 uscita casello autostradale di Rimini Sud - S. S. 258 Marecchiese - San Leo - Villagrande di Montecopiolo

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