Parco Fluviale del Trebbia

Parco Fluviale del Trebbia

Un parco fluviale che tutela di ambienti relittuali in contesti planiziali e collinari che corrispondono ad importanti habitat vegetazionali ed habitat di specie di interesse comunitario.

L'area protetta interessa il basso corso del fiume Trebbia, dalla confluenza nel Po sino alla sua porzione pedemontana nel Comune di Rivergaro, comprendendo parzialmente la conoide ed il tratto di pianura. Il fiume Trebbia risulta essere uno dei principali affluenti del Po che conserva buone caratteristiche di naturalità ed elevati livelli qualitativi delle acque, dalla sorgente alla foce. Il pregio naturalistico e paesaggistico della valle e delle vallecole ad essa tributarie risiede nell’eterogeneità ambientale e geomorfologica. Il tratto di pianura mantiene il carattere ramificato, con ampie aree golenali e notevoli depositi alluvionali, l’alveo intermedio è costituito da litologie maggiormente erodibili e si allarga infine nel tratto terminale in un’ampia conoide. La distesa di alluvioni ciottolose solcate da una rete di canali intrecciati appena incisi assume un grande valore naturalistico per le componenti floristiche e faunistiche ospitate ed un valore ambientale determinante per il ricarico della falda acquifera sotterranea.

Flora

Il principale interesse floristico è dato dalle vaste aree di greto consolidato, occupate da formazioni steppiche e basso arbustive particolarmente ricche, che ospitano diverse specie appenniniche ed alcune orchidee.

La vegetazione della conoide

Gli habitat fisionomizzanti la conoide del Basso Trebbia sono rappresentati da varie tipologie di vegetazione tipiche delle aste e dei greti fluviali padano-appenninici. Tali tipologie sono essenzialmente riconducibili alle formazioni arboree dominate da pioppi (Populus alba e Populus nigra) e salici (Salix alba e Salix eleagnos in particolare), distribuite soprattutto tra il greto del Trebbia e i circostanti paesaggi artificiali, ovvero in zone soggette a periodico regime di inondazione (aree golenali), e alle formazioni arbustive dei terrazzi fluviali. 
Nelle vaste aree di greto consolidato, fioriscono diverse specie di orchidee, quali Ophrys apifera, Orchis morio, Orchis coriophora, Orchis ustulata, Orchis tridentata.

Il Bosco di Croara

Bosco di latifoglie mesofile ricadente nell’ambito del Physospermun-Quercetum petreae, caratterizzato da Anemone trifolia ssp. italica e Physospermum cornubiense. Tale associazione ricade nell’alleanza del Carpinion (Fagetalia), che annovera formazioni forestali climatiche di latifoglie caducifoglie mesofile distribuite negli orizzonti planiziale e collinare dell’Europa media. Dove l’epoca del diradamento è remota nello strato arboreo domina la Rovere (Quercus petraea); è frequente anche il cerro (Quercus cerris). Un ampio settore è occupato dal castagno (Castanea sativa) il cui governo è stato ormai abbandonato. Nell’impluvio di Rio Carbonara dominano il carpino bianco (Carpinus betulus) e il ciliegio (Prunus avium). L’impronta submediterranea è data dalla presenza di Fraxinus ornus, Sorbus torminalis e Quercus pubescens. Nel sottobosco delle stazioni più termofile è presente il pungitopo (Ruscus aculeatus). Tra le altre angiosperme si segnala la presenza di farnia (Quercus robur), frangola (Frangula alnus), sorbo comune (Sorbus domestica), nocciolo (Corylus avellana), acero campestre (Acer campestre), viburno (Viburnum lantana), madreselva (Lonicera caprifolium). Nelle brughiere predominano formazioni a brugo (Calluna vulgaris) e a ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius).  Tra le emergenze floristiche figurano specie protette quali Orchis morio , Vinca minor, Ruscus aculeatus, Lilium bulbiferum ssp.croceum, Plantathera bifolia, Plantathera chlorantha, Cephalanthera longifolia.

Fauna

Sotto l’aspetto faunistico l'area è interessata dalla presenza delle specie tipiche delle conoidi dei corsi d'acqua dell'Appennino settentrionale, adattate a contesti ambientali steppici quali le ampie fasce di prateria arida limitrofe all'alveo di piena e tipologie ambientali in costante rarefazione in regione quali prati aridi di conoide, greti e isole ghiaiose fluviali, fasce riparie, ecotoni umidi e boscaglie ripariali, siti di nidificazione in particolare per specie ornitiche di interesse comunitario. Per la collocazione geografica il Trebbia è interessato dal transito e dalla sosta di numerosi migratori, in particolare anatidi, che si spostano dai quartieri di svernamento a quelli di nidificazione. La conoide del Trebbia svolge inoltre un ruolo chiave nella conservazione dell’Occhione (Burhinus oedicnemus), specie di importanza conservazionistica a livello europeo e nazionale.

Uccelli

Nel parco la contiguità di ambienti diversi permette la nidificazione di numerose specie di uccelli propri degli ambienti prativi e di margine (Averla piccola, Calandro, Calandrella, Succiacapre), degli ambienti più propriamente fluviali (Martin pescatore) e dei greti ghiaiosi (Fraticello, Sterna comune, Occhione, specie rara che nidifica regolarmente sul greto fluviale e nelle adiacenti aree cespugliate). L'alveo fluviale è frequentato a scopo alimentare o come sito di sosta e passaggio durante le migrazioni da Ardeidi (Airone bianco maggiore, Nitticora, Garzetta), limicoli e rapaci. L'area di conoide del Fiume Trebbia ospita una delle ultime popolazioni provinciali autosufficienti di Starna (circa un centinaio di esemplari) ed è rilevante negli argini spondali la presenza di colonie di Topino e Gruccione.

Rettili

L'erpetofauna conta numerose specie tipiche degli habitat collinari e di pianura; quelle di maggior interesse conservazionistico sono: Biacco (Hierophis viridiflavus), Natrice viperina (Natrix maura), Natrice dal collare (Natrix natrix), Natrice tassellata (Natrix tessellata), Ramarro (Lacerta viridis), Lucertola campestre (Podarcis sicula).

Pesci

Per quanto riguarda i pesci, sono segnalati Cobite comune (Cobitis taenia), Barbo canino (Barbus meridionalis), Barbo comune (Barbus plebejus), Lasca

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