Vena del Gesso Romagnola

Vena del Gesso Romagnola

Parco Regionale Vena del Gesso Romagnola

Un'area protetta di recente istituzione, per tutelare la più imponente dorsale gessosa italiana. Uno spettacolare dorsale grigio argenteo

Dalla valle del Sillaro sino a Brisighella, nella valle del Lamone, le colline romagnole sono solcate da una spettacolare dorsale grigio argentea ben riconoscibile a prima vista, che interrompe bruscamente i dolci profili collinari conferendo un aspetto unico al paesaggio. L'affioramento, che è il più lungo e imponente rilievo gessoso in Italia, si sviluppa per 25 km e ha una larghezza media di un chilometro e mezzo.

La migliore prospettiva sulla sequenza di maestose pareti rocciose si ha provenendo dalla pianura, mentre il versante settentrionale della dorsale si innalza scosceso ma in gran parte rivestito dalla vegetazione. Come nel non lontano Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, l'area è caratterizzata da peculiari morfologie carsiche, che comprendono doline, valli cieche e numerosissime grotte, tra le quali spiccano molti "abissi" (cavità verticali che nella zona raggiungono profondità record). La denominazione di "Vena", attribuita dai topografi dell'Istituto Geografico Militare, privilegia l'utilizzo minerario del corpo roccioso, da sempre sfruttato per l'estrazione del gesso. In molte zone sono ben visibili i segni delle passate attività estrattive, ma impressionante è soprattutto la gigantesca lacerazione di monte Tondo, dove una cava è tuttora attiva e le moderne tecnologie utilizzate producono rapide progressioni dei fronti e delle gallerie di cava a scapito del paesaggio, delle grotte e dei delicati ambienti gessosi.

Flora

Nel mosaico di prati, arbusteti e boschi che segna il paesaggio vegetale della Vena, oltre alle piante tipiche della collina, spiccano presenze influenzate delle correnti calde delle coste dell'Adriatico. Le boscaglie e le macchie dei versanti assolati, insieme a ginepro, ginestra, asparago selvatico e orniello, ospitano specie tipicamente mediterranee come leccio, fillirea, laurotino e terebinto. Nei boschi più strutturati prevalgono roverella, cerro, orniello e acero campestre, mentre nel sottobosco risaltano le fioriture di cefalantera bianca e altre orchidee e, in autunno, quelle di ciclamino napoletano. Di particolare interesse è un raro arbusto come il borsolo. Nei versanti nordici e sul fondo delle doline si sviluppano boschi di tipo più mesofilo, dove alla roverella si uniscono carpino nero e bianco, nocciolo e ciavardello; alla fine dell'inverno il sottobosco si ravviva delle belle fioriture di anemone dei boschi, dente di cane, polmonaria, consolida, primula e, nei punti più freschi, bucaneve. In alcuni settori sopravvivono lembi di castagneto, mentre le macchie di verde più intenso segnalano recenti impianti di conifere.
Dal punto di vista botanico l'emblema della Vena del Gesso è una piccola e rarissima felce, Cheilanthes persica, che sopravvive lungo le coste dell'Anatolia, nel Caucaso e in poche altre stazioni molto distanti tra loro; nel 1980, quando in Italia era ormai ritenuta estinta, una limitata popolazione è stata ritrovata sulle pendici di monte Mauro. La specie cresce nelle fessure delle rupi gessose in compagnia della più comune felce rugginosa, del camedrio doppio e di altre piante erbacee adattate a situazioni di estrema aridità come elicriso, fumana comune, stregona gialla, eliantemo degli Appennini, assenzio maschio, timo, varie borracine e sassifraghe.

Il giardino delle erbe di Casola Valsenio e il Cardello

Il rinomato giardino, che si affaccia sulla valle del Senio poco più a sud rispetto alla Vena del Gesso, con le sue oltre 400 piante officinali e aromatiche è un importante punto di riferimento per la ricerca, la sperimentazione e la didattica. È l'orto officinale più importante d'Europa. Nelle adiacenze si trova il parco del Cardello, che si estende intorno all'omonimo edificio di origine medievale, che fu la residenza dello scrittore Alfredo Oriani. La vasta area verde, dotata di alberi monumentali di lussureggiante bellezza, si sviluppa sino al crinale, sottolineato da filari di pini domestici e cipressi. Intorno al parco si notano fondi rustici collinari dal carattere spiccatamente mediterraneo, con gli uliveti che si alternano a vigne e macchie di ginestre.

Fauna: gli animali delle grotte e delle colline

L'ambiente ipogeo è un habitat di grande rilievo naturalistico, che ospita una fauna specializzata formata in prevalenza da invertebrati e pipistrelli come vespertilio maggiore, vespertilio di Monticelli, ferro di cavallo maggiore e miniottero, a volte riuniti in colonie nelle grotte. Tra gli anfibi il raro geotritone frequenta gli ingressi delle grotte, mentre l'altrettanto raro ululone dal ventre giallo vive sul fondo di doline e vallecole. Per il resto nel territorio si incontrano gli animali tipici della collina, con presenze particolarmente significative di istrice e quercino, favoriti dalla presenza di fitte macchie e cavità utilizzabili come tane. Tra gli uccelli di particolare interesse è la presenza del gufo reale, una specie poco diffusa in Italia che per la nidificazione predilige cenge riparate su pareti rocciose poco disturbate; degni di nota sono anche il succiacapre e alcuni uccelli più tipici di ambienti mediterranei come passero solitario, ortolano e occhiocotto.

Centri Visita e Musei

Il Parco Naturale Attrezzato Carnè è meta abituale di escursionisti e scolaresche per la presenza di forme carsiche sotteranee e di superficie e di una ricca copertura vegetale rappresentativa dei versanti settentrionali degli affioramenti; l'area è dotata di un'aula didattica e di un rifugio con ristoro.

La società Ecosistema si occupa anche di educazione ambientale con visite guidate, eventi e varie proposte (ancora in via di definizione) per le scuole.

Il Museo civico di Scienze Naturali di Faenza, attualmente si propone come:

   • snodo/punto informativo per qualsiasi richiesta didattica s.l. in merito al Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola: quali attività si possono fare ed a chi rivolgersi per...: visite speleologiche, visite naturalistiche, visite geologiche ecc …;
   • sede museale di importantissimi reperti paleontologici e mineralogici provenienti dalla Vena del Gesso romagnola;
   • referente diretto per interventi didattici sulla Vena del Gesso romagnola quale "Monumento della Natura" (aspetti geologico/morfologici - speleologici ...);
   • referente indiretto per interventi didattici naturalistici;
   • referente diretto e/o indiretto per il Parco Naturale "Ca' Carnè" e relativo centro espositivo (con temi annuali: attualmente vi è una esposizione sul Lupo) e per il Museo Geologico all'Aperto "Cava Monticino" a Brisighella;
   • referente diretto o indiretto per altre strutture espositive quali quella in Zattaglia di Brisighella (il Museo allestisce appuntamenti: attualmente vi è allestita, sino al 30 ottobre, la mostra Biodiversità & Geodiversità nella Vena del Gesso romagnola".

Ecosistema s.c.r.l.
Viale Capuccini 2/D,
40026 Imola (BO),
tel +39 0542 628143,
ecosistema@ecosistema.it

Il Centro Gessi e il Fiume è ospitato nel cinquecentesco Palazzo Baronale di Tossignano e dotato di un allestimento espositivo di notevole efficacia didattica: 4 sale-mostra tematiche: "La Valle del Santerno", "Cos'è il gesso", "Il Gesso e l'uomo", "Gli ambienti della Vena del Gesso" (primo piano); una sala conferenze polivalente ed alcuni spazi espositivi ospitanti la Collezione "Valter Mita" di oggetti e strumenti delle civiltà contadina (secondo piano); un piccolo giardino e un breve sentiero didattico all'esterno.
Per informazioni:
Comune di Borgo Tossignano, Piazza Unità d'Italia, 7 40021 (BO); tel +39 054291111. 

Museo civico di Scienze Naturali
c/o Centro "D. Malmerendi", Via Medaglie d'Oro, 51; 48018 Faenza (RA);
tel. +39 0546 662425; fax: +39 0546 662425.
Apertura su appuntamento per visite guidate
museoscienzefa@provincia.ra.it
www.museoscienzefa.org

Museo della Cultura materiale di Tossignano
museo dotato di interessante raccolta di oggetti e strumenti legati ai mestieri tradizionali del luogo, compresa la lavorazione del gesso.
c/o Palazzo Baronale (sala al primo piano); Piazza Andrea Costa, Comune di Tossignano.

Museo del territorio dell'Appennino faentino
(ancora in fase di allestimento) c/o Rocca di Riolo, Piazza Mazzanti 1; tel. +39 0546 71025.

Come Arrivare

Per raggiungere il centro visite "I gessi e il fiume" a Tossignano, si percorre da Imola la Strada statale Selice Montanara Imolese per circa 15 km.
Percorrendo l'Autostrada A14, uscita Faenza (sia provenendo da nord che da sud) o la SS 9 Via Emilia: seguire per Castel Bolognese e poi le indicazioni per Riolo Terme e Casola Valsenio.
Percorrendo l'Autostrada A14, uscita Faenza (sia provenendo da nord che da sud): seguire le indicazioni per Brisighella (appena usciti dal casello proseguire per 100 mt, sulla destra troverete l'imbocco di Via San Silvestro e le indicazioni per Brisighella). Strade Statali - SS 9 Via Emilia (sia provenendo da nord che da sud, al centro della circonvallazione di Faenza, trovate le indicazioni, a monte, per Brisighella-Marradi-Firenze); proseguire poi per 10km lungo la SS 302 in direzione Firenze.

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